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I giocattoli: Cesare Zavattini inedito

Su Satisfiction, Anna Vallerugo, qualche tempo fa ha scritto de I giocattoli di Cesare Zavattini. Noi ve lo segnaliamo, buona lettura.

“Una boccata di aria fresca, un distacco breve e salutare da topoi alla moda e passo narrativo del momento: meno di quaranta pagine che scorrono veloci nelle manciata di minuti necessari a passare giusto qualche fermata della metro o poche stazioni ferroviarie.

Scegliere di prendersi questo tempo e dedicarlo alla lettura di I Giocattoli di Cesare Zavattini (per i tipi di Hacca, con una bella prefazione di Valentina Fortichiari) ci farà scendere dal vagone a passo più leggero. E’ un piccolo miracolo da ascrivere alla lievità de il Grande Za – indimenticato regista di Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano e Umberto D, tra gli altri, protagonista assoluto del Neorealismo italiano, scrittore, pittore, consulente editoriale, uomo di lettere a tutto tondo – che ci consegna, in questo agile volumetto, deliziose riflessioni sulla bellezza, il senso e il ruolo del giocattolo”. […] Qui la recensione integrale di Anna Vallerugo

Estratto da I giocattoli di Cesare Zavattini

Facciamo qualche considerazione sui giocattoli più in voga. Cominciamo dal meccano: non tutti possono comperarlo. è un giocattolo per le classi ricche. Vi sono anche dei meccani economici ma con questi si può fare ben poco, un piccolo ponte, macchina con una ruota sola.

i giocattoli I migliori sono talmente provvisti di pezzi, ingranaggi, fili da poter costruire meraviglie come fac-simili del ponte di Brooklyn. Possono però costare anche mille lire. Troppo. Io personalmente proibirei giocattoli di prezzo superiore alle lire venti. Perché? Perché i bambini cominciano a odiare i propri simili troppo presto; l’invidia, madre di tanti mali, cresce nei loro piccoli cuori più in fretta della loro età e della loro statura. Vi sono legioni, eserciti di bambini che non potranno mai comperare il meccano. Conclusione: aboliamo il meccano. Non è vero che avremo meno ingegneri. Mi risulta che l’idea delle Piramidi nacque in un uomo mentre guardava due formiche rampicanti su un sasso.

Silvia SoranaI giocattoli: Cesare Zavattini inedito
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