Notizie

Le ultime notizie e gli eventi di Hacca edizioni

loi.jpg

Diario minimo dei giorni: il romanzo di Franco Loi

In volo con Franco Loi. Giuseppe Lupo racconta su Ho un libro in testa come gli è venuta l’idea di pubblicare Diario minimo dei giorni, romanzo destinato a Vittorini.

L’idea di pubblicare il romanzo di Franco Loi è venuta due anni fa, mentre lui e io risalivamo in aereo la dorsale appenninica. Eravamo seduti uno di fianco all’altro e parlavamo di Vittorini. «Lo sai» mi dice Loi come fa lui di solito, a voce squillante, «mi stava pubblicando un libro!» Mi voltai verso di lui, che in quel momento fissava il finestrino: un libro? Avevo conosciuto Loi diversi anni prima, in uno degli incontri organizzati nella libreria dell’Università Cattolica, e mi aveva subito colpito che fosse nato il 1930, lo stesso anno di mio padre. Da quel momento avevo cominciato a trattarlo come se fosse stato un padre, con quel misto di rispetto e complicità che scatta tra gli individui senza un perché.
«Ripetimi bene bene questa storia» mi sono deciso a dire. Loi ha cominciato a parlarmi di Marcello Venturi e dello scherzo che gli aveva fatto mentre lui si trovava in Inghilterra e della telefonata con Vittorini: un dialogo fra sordi (almeno inizialmente), una gag di equivoci e contro equivoci finita poi in un nulla. Però non era questo a sedurmi, piuttosto quel che ci stava dietro.
«Il libro» l’ho interrotto io, «dimmi del libro: perché non è uscito?»
«Perché non l’ho mai restituito a Vittorini».

Qui trovate il link al testo integrale

Silvia SoranaDiario minimo dei giorni: il romanzo di Franco Loi
Share this post

Join the conversation