Antonio Seccareccia

Viaggio nel Sud

ISBN: 978-88-89920-36-7

Dopo aver letto questo libro, vi rimarranno impresse per sempre figure e immagini come il pane rosso, il vento sulla fronte, il treno vuoto nella notte di Natale, il padre che esce per sempre di casa e non ritorna mai più, ecc. Simboli e gesti di un’Italia profonda e creaturale, che, se anche saranno soppiantati dai simboli e dai gesti delle tante “modernità” che si susseguono e si accavallano confusamente da decenni, rimarranno per sempre vivi nel nostro inconscio collettivo di paese alla radice robusto e vero, barbarico e contadino.
(dalla postfazione di Andrea Di Consoli)

PAGINE: 104
ANNO: 2009

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Product Description

Viaggio nel Sud di Antonio Seccareccia fu pubblicato per la prima volta nel 1958 per i tipi di Amicucci. Questa ristampa, a mezzo secolo di distanza dalla prima, si presenta accresciuta di 17 poesie, che all’epoca furono escluse per ragioni eminentemente tipografiche (…). La sfida più grande per ogni scrittore, com’è noto, è quella di durare, e mi sembra che Antonio Seccareccia, grazie anche alle numerose attività letterarie del Premio Frascati da lui fondato, e soprattutto grazie alla figlia, e all’amicizia fedele di tanti scrittori e critici (ricordo almeno Alberto Bevilacqua e Arnaldo Colasanti), stia affrontando brillantemente la dura polvere del tempo, come ben testimonia, tra l’altro, questa orgogliosa ristampa di Viaggio nel Sud (…). Lo stile di Seccareccia è tipico di quell’ermetismo che definirei aperto e retroflesso (Quasimodo), anche se più asciutto e “piano” (Cardarelli, Sinisgalli); un ermetismo, voglio dire, né orfico né “assoluto”, e neanche barocco, ma già armoniosamente amalgamato con il neorealismo (lo Scotellaro “privato”, il primo Accrocca). È un poeta, Seccareccia, di quella grande famiglia di scrittori italiani – appunto, tra ermetismo e neorealismo – che hanno praticato il culto della “letteratura come vita”, della vita che sempre trionfa finanche sulla letteratura (…). Dopo aver letto questo libro, vi rimarranno impresse per sempre figure e immagini come il pane rosso, il vento sulla fronte, il treno vuoto nella notte di Natale, il padre che esce per sempre di casa e non ritorna mai più, ecc. Simboli e gesti di un’Italia profonda e creaturale, che, se anche saranno soppiantati dai simboli e dai gesti delle tante “modernità” che si susseguono e si accavallano confusamente da decenni, rimarranno per sempre vivi nel nostro inconscio collettivo di paese alla radice robusto e vero, barbarico e contadino.
(dalla postfazione di Andrea Di Consoli)

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autore

isbn

978-88-89920-36-7

pagine

104

anno

2009

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