Giovanni Russo

L’Italia dei poveri

ISBN: 978-88-89920-62-6

Operai, contadini, emigranti, sacerdoti, prostitute, turisti sono i personaggi di questa Italia dei poveri. Come già Virgilio e Dante, Giovanni Russo ci parla di un’Italia umile, costretta a muoversi in un orizzonte precario, ma non privo di speranza, e lo fa per dare luce ai volti anonimi di una nazione sommersa. L’io narrante non elegge a protagonisti del suo libro i grandi della Storia, ma le tute blu milanesi della Breda e della Falck, visita seminari e borgate, racconta l’esplosione urbanistica delle città, intervista abitanti dei carrugi di Genova e delle calli di Venezia, si diverte a seguire una colonna di turisti americani che scorrazzano per Roma a bordo di un autobus riservato: immagini che paiono tratte da pellicole cinematografiche, come Vacanze romane o La dolce vita.
dalla bandella di Giuseppe Lupo

PAGINE: 382
ANNO: 2011

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Operai, contadini, emigranti, sacerdoti, prostitute, turisti sono i personaggi di questa Italia dei poveri. Come già Virgilio e Dante, Giovanni Russo ci parla di un’Italia umile, costretta a muoversi in un orizzonte precario, ma non privo di speranza, e lo fa per dare luce ai volti anonimi di una nazione sommersa. L’io narrante non elegge a protagonisti del suo libro i grandi della Storia, ma le tute blu milanesi della Breda e della Falck, visita seminari e borgate, racconta l’esplosione urbanistica delle città, intervista abitanti dei carrugi di Genova e delle calli di Venezia, si diverte a seguire una colonna di turisti americani che scorrazzano per Roma a bordo di un autobus riservato: immagini che paiono tratte da pellicole cinematografiche, come Vacanze romane o La dolce vita. Leggendo queste pagine, è come se una nazione che fino agli anni Cinquanta era stata prigioniera di un antico e pesante letargo, adesso si fosse destata per entrare in un destino di modernità. Ne vien fuori un quadro che non soltanto contempla la condizione del ”mondo chiuso” di Carlo Levi, ma annovera anche luoghi e abitudini del sottoproletariato tanto cari all’immaginario di Pier Paolo Pasolini e da un Mezzogiorno, dove il tempo continua a scorrere con la sacralità dei patriarchi biblici, ci si proietta a grandi falcate negli scenari industriali che, volendo riferirci a personaggi letterari, riempiono di tristezza i ricordi di un Albino Saluggia, caricano di speranza le notti di Antonio Donnarumma o di fantasie i gesti di Marcovaldo. Mantenendo fede a un’idea di scrittura testimoniale, Giovanni Russo continua a fornirci un ritratto di un Paese ingenuo e stralunato, candido e smaliziato, incantato e perverso, com’era in quegli anni e come ha continuato a esserlo fino a oggi.
dalla bandella di Giuseppe Lupo

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autore

isbn

978-88-89920-62-6

pagine

382

anno

2011

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