Mauro Maraschi, Rossano Astremo

ESC Quando tutto finisce

ISBN: 978-88-89920-87-9

Se facendo un passo indietro dovessimo spiegare il perché del tema, risponderemmo che la fine del mondo è un argomento vastissimo, dalle potenzialità drammaturgiche enormi. Che la chiusura definitiva del sipario costringe, in maniera ineluttabile, a confrontarsi non solo con il senso della fine, ma anche con ciò che la nostra vita ha significato davvero fino a quel punto. Che l’esito narrativo di una resa dei conti con se stessi rappresenta per noi motivo di profondo interesse.

PAGINE: 224
ANNO: 2013

 14,00

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«Forse qualcuno dovrebbe avere il buongusto di deciderle con parecchio anticipo, le ultime parole… Abbiamo avuto una vita per pensarci, alla fine…»
Giordano Meacci
«Una rassegna di avvenimenti raccontati da punti di vista diversissimi tra loro, ma stranamente coerenti, perché unificati da una sorta di malinconico senso di caducità. Una raccolta intelligente, intelligente nella selezione degli autori, tutti pronti ad esiti straordinari». Marcello Fois

• Carola Susani • L’estate che tornammo al mare
• Stefano Sgambati • Jackson Pollock
• Gabriele Dadati • In diverse forme
• Emilia Zazza • Ancora un altro Natale
• Vins Gallico • Sulla poltrona del dentista
• Federica De Paolis • Neon Burning pà pà pà
• Fabio Viola • Deep Balduina
• Paolo Zardi • Il dolore visto da Urano
• Giordano Meacci • Tredici improbabili ipotesi di fine, appena prima dell’epilogo
• Cinzia Bomoll • Gangster’s paradise
• Flavio Santi • Maledetta audience

«Se facendo un passo indietro dovessimo spiegare il perché del tema, risponderemmo che la fine del mondo è un argomento vastissimo, dalle potenzialità drammaturgiche enormi. Che la chiusura definitiva del sipario costringe, in maniera ineluttabile, a confrontarsi non solo con il senso della fine, ma anche con ciò che la nostra vita ha significato davvero fino a quel punto. Che l’esito narrativo di una resa dei conti con se stessi rappresenta per noi motivo di profondo interesse. E risponderemmo anche che, sul versante metaforico, la fine del mondo è una raffigurazione ideale della condizione umana – rischiando però di incappare in parole e concetti oggi abusati come “precarietà”, “perdita dei valori” e “sradicamento”. Il paesaggio della nostra antologia è multiforme e imprevedibile. La visione generale non reca tracce di allarmismo, non sfiora i Maya e, addirittura, non è davvero disperata. Quasi tutti i personaggi affrontano la fine con una certa freddezza, chi con dignità chi con il gusto per la provocazione. La sensazione diffusa è di disorientamento, soprattutto quando ci si è aggrappati a ideali fasulli, come la fama, il successo, i soldi, l’ascesa sociale. Ma soprattutto, a nostro modo di vedere, tutti i racconti testimoniano che la narrativa italiana vive uno stato di buona salute e che la forma racconto, spesso bistrattata dal mercato editoriale italiano, è in grado di creare micro-mondi articolati e di affascinare i propri lettori».

Rossano Astremo e Mauro Maraschi

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