UNO IN DIVISO
Io, l’Italia, due gemelli con il corpo a forma di ipsilon, la Chiesa, l’aborto, i Pacs, l’omicidio, il terrore di uno sfruttamento fisico e intellettuale, il terrore di una spaccatura. Un romanzo che è un presagio, una fulminante premonizione. Una storia che descrive il crollo delle dicotomie contemporanee e ricorda il Pasolini degli ultimi film. Un terremoto che muove tutte le coscienze. Prima d’ora nessuno aveva mai osato tanto.

Commenti (21) Eventi (14) Dalla redazione (8) In evidenza (5)
Lettera.com
03 maggio 2007
Uno in diviso: Consigliato ad un pubblico adulto

Furono i serpenti a rovinarmi la vita. Quelle creature semplici, essenziali, quei corpi guizzanti senza artigli.

Uno in diviso è una storia originale, che non ci si aspetta da uno scrittore di soli 20 anni.
Pierantozzi sa scrivere, e questo va a suo favore. Con il suo romanzo però vuole strafare, così lo infarcisce di riflessioni filosofiche, che vanno a discapito della storia.
Le cose buone comunque ci sono, e sono molte. Le descrizioni dei personaggi, l'arte del saper narrare, i riferimenti a Pasolini coinvolgono il lettore e lo trascinano in un'atmosfera angosciosa, fatta di perversione e di violenza. Questi gli elementi che emergono dalla lettura di Uno in diviso, un romanzo che probabilmente un lavoro di editing più accurato avrebbe trasformato in un piccolo gioiello.
Pierantozzi è molto giovane e forse questo spiega tutto. Lo aspettiamo fiduciosi al prossimo libro.

leonardo moro su lettera.com