antonio petrocelli

Antonio Petrocelli è nato a Montalbano Jonico (Matera) nel 1953. Come attore di teatro si è fatto conoscere con testi di culto quali Tropico di Matera e Puzza di basilico. Ha recitato in numerosi film: Caruso Pascoski, Palombella rossa, Il portaborse, La Scuola, Sud e Uomo d'acqua dolce; e ha lavorato con i più importanti registi italiani: G. Battiato, M. Bellocchio, G. Bertolucci, M. Calopresti, L. Cavani, G. Chiesa, M.T. Giordana, D. Luchetti, N. Moretti, C. Mazzacurati, E. Monteleone, F. Nuti, M. Ponzi, F. Rossi, G. Salvatores, V. Terracciano, M. Zaccaro. Il grande pubblico lo conosce per essere protagonista in serie televisive popolari come Il mammo e I Cesaroni. Nel 2001 ha pubblicato il romanzo Volantini. Ora tocca a me partire, con la prefazione di Adriano Sofri. Vive a San Casciano, in provincia di Firenze.

il caratterista basilisco del Cinema Scaturchio
Formato: romanzo
Pagine: 320
Prezzo: 14,00
ISBN: 978-88-89920-42-8
Anno: maggio 2010
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Jonio Castellucci è davvero un personaggio che dice qualcosa di profondo sul nostro tempo. È un caratterista, un attore “minore”, uno che fa cammei. È, insomma, un precario dell’arte. Lavora poco, rifiuta le parti umilianti, è ossessionato dalla banca che gli chiede con insistenza “un piano di rientro”. Jonio Castellucci è un meridionale che si muove tra la Toscana e Roma in cerca di giornate di lavoro. La sua vita trascorre tra un provino e i silenzi rancorosi con la moglie, tra una litigiosa riunione al sindacato degli attori e ricordi della propria infanzia lucana, tra faticose giornate di posa in giro per il mondo e tormenti sentimentali e famigliari. Quelli di Jonio Castellucci sono i pensieri nascosti e segreti di un saltimbanco del nostro tempo, di un artista epicureo che oscilla continuamente tra la massima “Vivi nascosto” e l’impulso a trionfare sulle scene. Perché Jonio è, allo stesso tempo, un Narciso sicuro del proprio talento e un disperato caratterista in cerca di soldi, che gli servono soprattutto per mantenere i suoi tre figli. Il romanzo di Antonio Petrocelli è la voce limpida e consapevole di un uomo del sottosuolo, è la spietata e divertente radiografia delle miserie, delle cattiverie, dei rancori, delle frustrazioni di un attore che, per troppe ingenuità e per troppi ideali, rimane ai margini dello star-system. Non mancano però scene esilaranti, fantastiche, surreali, a riprova del fatto che, probabilmente, la maschera di Jonio Castellucci è anche questo: quasi un cliché della istrionica tristezza del dietro le quinte di un attore “minore”, poco ricordato dalle folle e spesso sottopagato da produttori rapaci. Il caratterista basilisco del Cinema Scaturchio è un inno al cinema e al teatro, ma anche un anatema contro la crisi del lavoro in Italia e contro le troppe meschinità della vita. È un romanzo sul disincanto dei primi venti autunnali. E sul disamore crescente. È, insomma, la storia di Jonio Castellucci, un personaggio indimenticabile dei bassifondi di Cinecittà.
Andrea Di Consoli
i Vostri commenti (n° 4 totali)
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Franca Maenza    franca.maenza@fastwebnet.it   12 luglio 2010
Il romanzo di una vita in un giorno (o in un attimo?), ho pensato. E mi sono venute in mente le parole di Pavese ”È bello svegliarsi e non farsi illusioni. Ci si sente liberi e responsabili. Una forza tremenda è in noi, la libertà. Si può toccare l'innocenza. Si è disposti a soffrire“. Ho finito di leggere il romanzo su Jonio Castellucci alias caratterista basilisco del Cinema Scaturchio (che è in realtà una pasticceria di Napoli, ahimè prossima alla chiusura...) e sono ancora avvinghiata a lui in questa sorta di discesa agli inferi, che sono qui sostituiti da Roma, croce e delizia del protagonista. Ho trovato una straordinaria lucidità, ma di quelle tutte “febbrili” che attingono tanto dalla passione che dalla disperazione, nella cronaca densa e dilatata di un attore caratterista per “condizione”. Ma soprattutto ho trovato il coraggio che si fa parola scritta, che mette a nudo fragilità e miserie di luoghi dell'anima, che forse siamo abituati a volere segreti. E c'è il balsamo rifugio della propria terra, dove ritrovare energia e palpiti certezze e languori. Ma c'è anche la gabbia della rappresentazione di Sé, come diceva Pasolini, e quella non lascia molto margine di operare. C'e' un mondo ipocrita e spietato con cui fare “i conti”. In tal senso, auspico che molti addetti ai lavori, produttori e registi leggano il libro.
E ci sono i gustosi siparietti con San Marcello (Mastroianni)... chissà a trarne spunto per un film! Ed ancora, l'amore le donne, la famiglia. Con i quali misurare le sconfitte, o le proprie distanze .
Ma anche gli aneliti.
Un atto d'amore verso il proprio mestiere ed un grido sferrato con straordinaria efficacia narrativa verso una condizione non voluta.
Il romanzo di un uomo integro, che sicuramente ha richiesto un alto prezzo come contropartita.
Ma di questa integrità siamo grati a Jonio Castellucci e ad Antonio Petrocelli.
P.S. Bella la dedica del libro alla compagna Marisa, deposta come ai piedi di una dea. Anche se le dee non sono sempre lontane per definizione.
     
vittorio cappelli    v.cappelli@unical.it   17 giugno 2010
antonio, sei proprio un deliquente: non mi avevi detto niente!... vado subito a comprare il libro, poi di sicuro combiniamo qualcosa insieme, magari ai confini calabro-lucani...
     
daniela   28 maggio 2010
Ho letto Volantini
Amore per le proprie origini
Amore per la propria Terra
Amore per i propri affetti

Ho voglia di leggere IL CARATTERISTA per scoprire ed imparare ancora
     
Annie Vermôte    annie.vermote@skynet.be   17 maggio 2010
Voor Antonio
Van harte proficiat voor alles wat hij doet.
Voor hetgeen ik ervan begrijp is hij goed bezig!
Annie