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Hai tra i 18 e i 35 anni,
ti piace spettegolare,
il tuo sogno è avere un blog e pubblicare un libro?
|| Certo, per realizzare i tuoi sogni ci vuole c***! ||
E allora, pensa al tuo backstage migliore, e raccontacelo in 800 caratteri. Se sarai selezionata/o avrai la possibilità di
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christian mascheroni
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in libreria dal 20 febbraio
Mia madre e mio padre sono i libri che avrei voluto scrivere, che avrei voluto leggere, nonostante gli errori di battitura, i refusi, le bruciature, gli angoli piegati
«Questo è un libro speciale, per numerose ragioni. Inizio a dirvene tre. Perché al suo interno contiene innumerevoli libri. Perché è il memoir di un lettore incantato che, sogno dopo sogno, ferita dopo ferita, da bambino si trasforma in uomo adulto. Perché ha il potere di ricordarci – ridendo di gioia, piangendo di commozione, gridando con forza – che noi non siamo solo ciò che mangiamo: siamo anche quello che leggiamo (...)».
Chicca Gagliardo |
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«Forse qualcuno dovrebbe avere il buongusto di deciderle con parecchio anticipo, le ultime parole... Abbiamo avuto una vita per pensarci, alla fine...»
Giordano Meacci |
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vasile ernu
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«Quando il comunismo crollò, il paese sprofondò sotto un'immensa quantità di vodka». |
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edoardo persico
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Io ti racconterò le favole degli uomini d’oggi
«(...) Persico fu un pensatore autodidatta, inquieto, che visse in povertà estrema, inseguendo le sue chimere, esempio perfetto di tardo bohème, candela che brucia da entrambi i lati, e perciò si esaurisce prima, ma con maggior luminosità dei suoi coetanei. Vita intensa, piena di luci e ombre, quella di Persico. Occorre rileggerlo, in quest’epoca così povera di slanci teorici (...)»
Gianni Biondillo |
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Massimiliano Santarossa
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«In Santarossa ritroviamo “la rabbia civile” di Pier Paolo Pasolini, l’incazzatura del primo Irvine Welsh di Trainspotting e “la vita agra” di Luciano Bianciardi. Un autore che racconta le voci disperate di una nuova generazione, uno degli scrittori italiani di maggior talento».
Gian Paolo Serino |
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gianna manzini
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''Noi daremo torto all’universo''.
Raggiungere la piattaforma di bellezza su cui poggia il mondo è l’obiettivo di questi scritti dal tono lieve ma dalla potenza sotterranea, che come uno scandaglio cercano nella vibrazione interiore della scrittrice una risposta alla vita, ma anche un suo precorrimento, una sua anticipazione. Un obiettivo, e un punto di partenza: la bellezza diviene premio delle proprie aspettative verso il mondo, e di una prospettiva aperta e gioiosa nel viverlo.
dalla prefazione di Bianca Garavelli |
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Dalla redazione (1)
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alcìde pierantozzi
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Opera prima dello scrittore Alcìde Pierantozzi, torna in libreria Uno in diviso, controverso e geniale romanzo. Sono due, uno, i protagonisti di questo libro diventato un piccolo cult: Taiwo e Kehinde, gemelli siamesi, indivisibili per quel loro corpo dotato di due busti e un solo paio di gambe. Con Uno in diviso Pierantozzi ha bruciato le tappe del pubblico riconoscimento, irrompendo con forza nell’immaginario dei lettori. La ipsilon in carne e ossa che Taiwo e Kehinde rappresentano è solo la prima, inquietante immagine in una successione di pagine cupe e allo stesso tempo splendenti. Uno in diviso, dopo aver raccontato il crollo delle dicotomie, è ancora capace di rispecchiare le crepe della realtà presente, provocando terremoti di inquietudine nelle nostre coscienze. |
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Eventi (1)
Dalla redazione (1)
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giuseppe bonura
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''Oggi, a sei mesi esatti dall’apocalisse, c’è stata un’altra scossa, per fortuna molto meno forte della prima e molto più breve, e non ha provocato danni''. |
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Dalla redazione (5)
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claudio modesti
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“Nel mangiare, il piacere si mescola alla necessità; non ci è dato sapere che cosa richiede la necessità e che cosa reclami per sé il piacere” affermava Gregorio Magno, e noi ci onoriamo di usare questa massima per dare forse la più corretta interpretazione di questo originale testo sul mangiare e sul bere.
dall'introduzione di Lucia Bailetti e Roberto Potentini |
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Eventi (1)
Dalla redazione (2)
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ottiero ottieri
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''La visione che si ha di una fabbrica dall’ufficio personale non è mai bella: esso è il magazzino del materiale umano che ogni anno si consuma. Il movimento del materiale meccanico è più facile, gli autotreni vengono a rilevare i rottami per rifonderli. Anche un uomo rotto si può sostituire con uno nuovo, ma non si sa mai dove depositare il rottame''. |
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Dalla redazione (5)
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carlo alianello
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''Perché morire, per chi? Patria, libertà... che è poesia, ma dove non ci sta purezza di cuore, entusiasmo vero, cosa ne tiri fuori? Qui ogni bellezza ti si raggrinzisce in mano, come un fiore putrido''. |
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Dalla redazione (1)
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fabio pierangeli - lidia sirianni
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Che l’incipit sia l’espressione stilistica privilegiata del desiderio di rinnovamento continuo lo testimonia autorevolmente Cesare Pavese. Nei suoi straordinari esordi narrativi, penso alla trilogia de La bella estate, dava carne e parola a questa intensa espressione del Mestiere di vivere:
“L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso – prigione, malattia, abitudine, stupidità – si vorrebbe morire”.
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Eventi (1)
Dalla redazione (2)
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luigi davì
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''Far Mathausen vuol dire coricarsi sul largo marciapiedi di fronte alla fabbrica, in tanti, colla testa sul torace a un altro, avvolti dentro il sole che impigrisce, a occhi chiusi per non averne abbaglio''.
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Dalla redazione (2)
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luigi pingitore
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[...]essere giovani significa soltanto essere inconsapevoli,
orfani della crudeltà mentre la crudeltà esplode in petto perché già tutto è negato, che siamo sempre e comunque figli e i nostri padri sono creature inaccessibili di cui avremmo bisogno [...] |
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Eventi (4)
Dalla redazione (2)
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maurizio ceccato
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...e se esistesse un alfabeto fatto solo di acca? Beninteso, di parole formate con la parola acca. Prima ipotesi: non si capirebbe un’acca. Ipotesi alternativa: ne siete sicuri? |
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Eventi (10)
Dalla redazione (7)
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raffaele nigro
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''In principio fu il prurito. E il prurito era per tutto l’Adriatico, saliva dalle coste del Mediterraneo, seminato dallo scirocco o dal grecale e aveva gli occhi turcheschi. Un
prurito collettivo e fastidioso che costringeva gli abitanti del mio paese a camminare, a zappare e a pescare grattandosi,
li costringeva a strofinarsi contro i muri e a questuare ai
passanti una grattata''
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renzo paris
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''Erano giovanotti ubriachi di acquavite, drogati di oppio e di poesia, che volevano vivere la vita da bohémiens, un po' libertini un po' fintamente innamorati''.
Dall'autore di La vita personale, un'inedita ed affascinante biografia del grande poeta francese che fu amico di Picasso ed Ungaretti, e che finì in gattabuia per il furto della Gioconda in uno dei musei più famosi del mondo. |
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Eventi (2)
Dalla redazione (5)
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cristiana alicata
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Dell’ordinaria gestione del dolore di cui ciascuno di voi sa, per quanto lo si occulti e non si nomini, la famiglia di cui racconta Cristiana Alicata in questa storia, è una specie di almanacco virtuoso. Una sorta di apologo esemplare su come, dalle assenze e dalle perdite, sempre fioriscano la forza, la sorpresa, l’incontro, la conoscenza di sé e del mondo.
Concita De Gregorio
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Eventi (15)
Dalla redazione (10)
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libero bigiaretti
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''Un quadro compatto di questioni inerenti soprattutto
al linguaggio delle immagini: sia quello pubblicitario,
sia quello della comunicazione aziendale, sia infine quello
dell’urbanistica. Il loro scopo principale – si potrebbe dire – è di concentrarsi sulle epifanie del mondo industriale, sul volto che la fabbrica offre di sé all’esterno''
Giuseppe Lupo |
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Dalla redazione (2)
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Attorno a questo mio corpo è una galleria di referti e di ritratti di grandi scrittori italiani (Campanella, Alfieri, Foscolo, Leopardi, De Roberto, Ungaretti, Saba, Morante, ecc.) che prova a fare letteratura percorrendo binari laterali e strade secondarie d’indagine: aneddoti, lettere, testimonianze, descrizioni, diari, ricordi e memorie. Infine, non sfugge all’opera – lo si dica senza timori di sorta – la speranza di porsi come porta d’accesso per quanti, magari giovani o giovanissimi, spaventati dall’abisso della letteratura, non pensano mai fino in fondo che gli scrittori furono e sono anzitutto corpi in carne e ossa, le cui vicende umane e letterarie non saranno mai troppo lontane dalle esistenze di tutti noi.
Andrea Di Consoli |
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Eventi (4)
Dalla redazione (6)
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vasile ernu
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''Ogni tanto mi capita ancora di voler comprare un biglietto per andare in URSS, ma ogni volta devo ricordarmi che un oggetto del genere non si trova piu in vendita. Non ci sono piu treni, ne aerei, ne strade che portano in URSS, per il semplice fatto che l’Unione Sovietica non esiste piu. L’unico mezzo per visitare il mio Paese e la memoria''. |
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Dalla redazione (4)
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diego zandel
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Partire, ricominciare, reinventarsi: è possibile a cinquant’anni? Ne Il fratello greco, Diego Zandel ci regala un’avventura in bilico tra presente e passato che è anche una parabola sulla paura di invecchiare.
“In quel momento non vedeva sbocchi. Si sentiva ormai fuori da quella lotta per l’esistenza. Ecco, che cos’era. Per tanti anni si era sentito diverso, superiore, a quella gente che non aspettava altro momento che quello di andare in pensione. Per fare poi cosa? Per vivere senza far nulla e, alla fine, morire di una malattia qualsiasi che era la proiezione di quella inedia? Era stato il destino di molti. Ed Errico non poteva sopportarlo per se stesso. Non a cinquantaquattro anni.” |
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Eventi (9)
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leonardo sinisgalli
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Per la prima volta raccolti in un unico volume, Pagine milanesi propone ai lettori gli scritti che Leonardo Sinisgalli pubblicò sulla rivista «L’Italia Letteraria» dal 1933 al 1936.
Nella multiforme produzione del critico, questi ventisei lavori presentano ancora oggi i caratteri della promenade e del diario, vantando cioè un'origine pubblica e privata: cronache di una topografia culturale e, contemporaneamente, frammenti di un viaggio interiore. Sinisgalli, che fu poeta, ingegnere e pubblicitario italiano, capace di fondere cultura umanistica e formazione scientifica, dedica pagine agli appuntamenti mondani, ai vernissages, ad epifanie quotidiane della solidarietà e dell'amicizia, all’urbanistica e agli angoli del capoluogo lombardo solo in apparenza grigi e dimessi. Una versatilità di temi e motivi che apre la scrittura alla sperimentazione, dove al registro critico e conversativo si mescolano frammenti di poesia per restituirci il volto di una città, Milano, che già all’epoca si presentava in tutta la sua sorprendente modernità.
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Dalla redazione (2)
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cesare de seta
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Uscirà il prossimo 10 Agosto Era di maggio, di Cesare de Seta, a distanza di vent'anni di nuovo in libreria. Un romanzo che porta con sé il clima di incosciente euforia che accompagnò i moti del '68, dalla primavera parigina all'autunno italiano. Cesare de Seta, con eleganza e ironia, ripercorre la grande illusione della contestazione in un libro dove un'epoca indimenticabile appare in tutta la sua fragilità, nelle mille contraddizioni umane, politiche, ideologiche. Era di maggio diviene così il diario di un'intera generazione che seppe amare, odiare e soprattutto sognare, e che si ritrova, oggi, ad osservare le ceneri di un'utopia infranta. Un libro che, nel raccontare il passato, finisce per riflettere il nostro precario presente, dove una frustrata rassegnazione ha preso il posto della ribellione più viva. |
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Eventi (1)
Dalla redazione (3)
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antonio petrocelli
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Il romanzo di Antonio Petrocelli è la voce limpida e consapevole di un uomo del sottosuolo, è la spietata e divertente radiografia delle miserie, delle cattiverie, dei rancori, delle frustrazioni di un attore che, per troppe ingenuità e per troppi ideali, rimane ai margini dello star-system.
Andrea Di Consoli |
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Eventi (6)
Dalla redazione (7)
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nello sàito
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Gli avventurosi siciliani è il romanzo in cui le doti di fantasia e la capacità satirica di Nello Sàito si manifestano al meglio. Quando uscì nel 1954, se ne occuparono due critici illustri: Nicolò Gallo e Giuseppe De Robertis...
«La Sicilia è un paese avventuroso, come vi ho detto. Non è mica Milano… crede ancora a Carlo Magno. Il male è che in Sicilia vogliono essere eroici, eroici a qualunque costo». |
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Eventi (2)
Dalla redazione (1)
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dante maffìa
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Vincitore del Premio Corrado Alvaro 2010
Il protagonista di questo romanzo è un operaio calabrese che vive a Milano da quarant’anni. È sposato con una donna milanese e ha sei figli. Mancano pochi anni al pensionamento, e finalmente il suo sogno può realizzarsi: tornare nel paese calabrese dov’è nato, godere della luce del Sud, passare le giornate a guardare il mare. Nel frattempo, però, nella sua fabbrica si muore, Milano appare sempre più incomprensibile nel suo orrore sociale e urbanistico e “la peste” della modernità sembra aver tramortito ogni forma di fraternità. Lentamente si avvicina il giorno del ritorno, ma l’operaio calabrese non ha fatto i conti con i figli, che di andare a vivere in Calabria non ne vogliono sapere. Da quel momento in poi da “romanzo di fabbrica” il libro di Maffìa diventa romanzo psichiatrico... |
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Eventi (9)
Dalla redazione (10)
In evidenza (1)
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dora albanese
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Dora Albanese al Festival di Mantova 2010 (selezionata per Scritture Giovani)
In Non dire madre il tema della maternità e della femminilità è ossessivamente indagato e sviscerato con franchezza, senza abbellimenti estetici e senza indulgenze; anzi, le donne di questo libro sono sempre colte in un estremo momento di quotidianità scoperta, finanche di buffa sciatteria. A Dora Albanese interessa il trucco che si scioglie sul viso, l’odore immediato della carne e della placenta, la calata delle maschere, l’emergere impietoso delle paure, delle viltà, dei sentimenti più immediati, senza temere né la crudeltà né il sentimentalismo... |
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Eventi (6)
Dalla redazione (12)
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antonio seccareccia
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È un poeta, Seccareccia, di quella grande famiglia di scrittori italiani – appunto, tra ermetismo e neorealismo – che hanno praticato il culto della “letteratura come vita”, della vita che sempre trionfa finanche sulla letteratura (…). Dopo aver letto questo libro, vi rimarranno impresse per sempre figure e immagini come il pane rosso, il vento sulla fronte, il treno vuoto nella notte di Natale, il padre che esce per sempre di casa e non ritorna mai più... |
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Eventi (4)
Dalla redazione (2)
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felice piemontese
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Fantasmi vesuviani è un importantissimo memoriale sulla cultura a Napoli – un memoriale scritto con in corpo il vaccino vivo e spossante de Il silenzio della ragione di Anna Maria Ortese, il racconto più crudele e cattivo sulla disperata e compiaciuta autoreferenzialità degli scrittori napoletani. Felice Piemontese, con la sua drammatica percezione del disastro e dell’oblio, chiama a raccolta, in un libro che non è testamento soltanto in virtù di una totale assenza di solennità retorica, tutti i protagonisti e le comparse – finanche “minori” – della cultura napoletana dagli anni Sessanta agli anni Novanta del secolo scorso... |
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Eventi (1)
Dalla redazione (1)
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Turi Vasile
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Vasile si riconferma uno dei nostri grandi scrittori, proprio perché raramente s’era vista così tanta luce nella disperazione, sia pure addolcita da lontani gesti perduti, e da un Dio lontano che, in certi momenti, sembra avere la stessa faccia del suo buon padre... |
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Dalla redazione (8)
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Luca Canali
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... L’interdetto, pur essendo un’amara riflessione sul male, sull’ipocrisia, sulla corruzione e sulla “malattia chiamata uomo”, si configura come uno dei pochissimi romanzi in cui ai vecchi è dato in sorte il potere di essere suscitatori di destino, divenendo burattinai dello smascheramento esistenziale. E questo dato è confermato dalla lingua lucida e limpida di Canali, uno scrittore che ha portato luce in ogni interstizio delle sue storie, che pure, sempre, sorgono dal buio. |
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giuseppe accorinti
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Un altro saggio su Enrico Mattei? Sì, è vero, ci sono già molti libri che lo raccontano inseguendo ipotesi rocambolesche di come sia morto, che lo esaminano e lo condannano sui temi della corruzione politica, che lo strapazzano tentando di analizzarlo dall’esterno. Questa volta però, Giuseppe Accorinti, quarantanni vissuti all’interno dell’ENI ci presenta Enrico Mattei per come lo ha conosciuto in Azienda. |
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Eventi (3)
Dalla redazione (5)
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massimo puliani - alessandro forlani - valeria buss
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L’opera, soffermandosi sulla scrittura scenica di Gaber e sulle interpretazioni avvenute dopo la scomparsa dell’autore/attore/cantante, costituisce un’indagine sulla drammaturgia di Gaber/Luporini.
Il dvd unisce le immagini dello spettacolo ʺAspettando Godotʺ della Fondazione Gaber con i testi di Beckett, in base allo sviluppo drammaturgico. |
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Dalla redazione (2)
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simone consorti
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Questo romanzo parla di Valerio, un ragazzo innamorato. L’amore è la sua stella polare. Il resto non gli importa. A scuola va male e i professori non lo lasciano in pace. Valerio appartiene a un generazione in fuga, che si lancia, senza difese e senza armi, verso il grande mare dell’esperienza. Ogni generazione scopre la vita in modo diverso. Ogni gioventù sente l’impulso di fare scelte radicali, di mettersi in gioco totalmente, per trovare il proprio mondo. Come Valerio, che, una volta lasciata la scuola, oltre all’amore scopre la rabbia, come indomabile guida nella sua strada. |
Rass. stampa (4)
Dalla redazione (2)
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gianni bonina
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Nel pieno degli anni di piombo un delitto comune diventa il caso italiano più lungo della storia del Dopoguerra, con effetti che si ripercuotono a distanza di decenni. Teatro di una vicenda che si presenta come metafora della Sicilia dei contrasti e specchio dell’Italia dei veleni è Ragusa, la città più a sud d’Europa, la più soporosa ma anche la più intossicata. |
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Dalla redazione (1)
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renzo paris
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La vita personale di Paris è il romanzo di un’intera generazione, quella dei poeti e critici della seconda scuola romana di poesia. Qui, però, non ci sono soltanto le manie e i sogni letterari e politici degli anni ’60 e ’70. Questo romanzo, infatti, è un ampio affresco degli ultimi quarant’anni della società italiana. E sfilano, in questo eroicomico colloquio con le ombre, i protagonisti della letteratura degli ultimi decenni: Moravia, Pasolini, Amelia Rosselli, Elsa Morante, Enzo Siciliano, ecc.
Andrea Di Consoli |
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Eventi (2)
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andrea carraro
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Nessuno scrittore come Andrea Carraro sa inginocchiarsi, in quanto scrittore, davanti al male di una maturità frustrata e disamorata. La violenza dei suoi personaggi è spesso inesplosa; e, quando esplode, trova le sue vittime già esauste, con gli occhi rossi e la voce strozzata. Questi racconti ci dicono qualcosa di definitivo sul ''mare oscuro'' della piccola-borghesia italiana, incarcerata in reticenze e rabbie covate troppo a lungo, e in tristi ritualità di un benessere di facciata. Andrea Di Consoli |
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Dalla redazione (5)
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antonio veneziani
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Questi racconti lapidari, che contengono la bellezza e la tristezza, l'eccesso e la trasgressione, queste foto tessere del reale, depurati fino alla sostanza, sono come perle nate dalla passione e dall'intelligenza.
Sono per chiunque voglia capire l'enigma dello sguardo e la natura complessa della narrazione.
Carmine Amoroso |
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Dalla redazione (1)
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cristiano ferrarese
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I matti non sono rivoluzionari. I matti non cambiano il mondo. Chi li ha strumentalizzati per fini ideologici, ha commesso un crimine. I matti sono malati: malati gravi che non sovvertono il mondo, ma che sono interiormente devastati da crolli, deformazioni visive, angosce, certezze assurde e sentimenti apocalittici. I matti non sono «buoni» e rassicuranti, né sono gli sconfitti del capitalismo, o le vittime dell'ordine sociale. I matti non vedono verità che altri non vedono. I matti hanno la testa infilata nelle centrifuga, e hanno il cuore in tumulto, come un tornado (e le mani bollenti di febbre). Andrea Di Consoli |
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riccardo reim
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''Questo libro dolente e visionario di Riccardo Reim non ci racconta una storia, ma un ventaglio di storie ipotetiche per una galleria di personaggi che rispondono alle varie proiezioni di un io multiplo e polimorfo...
Caminito, la danzatrice di tango sdoppiato anche in Bernadette, la visionaria di Lourdes, va incontro a un trionfale e mistico destino in una scena che si illumina a tratti nei deliranti e tumultuosi frammenti del finale tra squilli di tromba e profumi d'incenso.'' Andrea Carraro |
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cristiano ferrarese
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Una voce maleducata grida per tutto il 1967, da un manicomio, la sua storia (o leggenda?) o-scena e malsana. Gesù il Cristo come unico referente delle sue azioni e una poliziotta cicciona e sempre ubriaca come propria nemesi… 1967 è la continua deviazione senza sosta della cattiva coscienza collettiva che esploderà muta nell’anno seguente… il devastato 1968… La bellezza per me è anche nella follia. Nel trovare il coraggio di “esporsi”, in questo meraviglioso Museo che è la nostra vita, e diventare così un’unica e irripetibile “Opera d’arte”. Simone Cristicchi
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claudio modesti
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Una minuziosa descrizione delle proprietà organolettiche del fungo introduce al miglior uso dello stesso in varie espressioni di tecnica culinaria che si concretizzano in 17 ricette illustrate. Le ricette sono descritte con precisione negli ingredienti e nella tecnica di esecuzione; sono tutte realizzate con la presenza di materie prime che rappresentano l’eccellenza delle produzioni marchigiane. Una sezione è dedicata alle informazioni che permettono di consigliare un corretto abbinamento delle preparazioni a base di funghi spignoli con il vino, nell’opera gli abbinamenti sono realizzati con vini regionali. |
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andrea caterini
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“È un diario ritrovato, la più classica invenzione del romanzo nel romanzo, a fornire ad Andrea Caterini l’opportunità di narrare una storia iscrivendola in un’altra storia. Nel racconto che fa da cornice, un giovane storico dell’arte si trova a vivere una trasferta accademica. È proprio lì, nel grigiore di una qualunque camera d’albergo, che il manoscritto fortuitamente rinvenuto esplode una vicenda di amore e morte nella quale il protagonista non può non riconoscersi.'' Massimo Raffaeli |
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riccardo reim
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“Caso raro nella nostra letteratura italiana, Reim è riuscito in questo libro a nominare le parole più sconce senza mai perdere in levità e in ironia e, soprattutto, senza mai porsi il dovere dello scandalo sociale, essendo l'autore di queste Lettere libertine uno dei pochi scrittori che abbia saputo rendere comici i lamenti, e dissimulare i dolori con dei divertissement sgargianti come certi fotogrammi di Fassbinder.” Andrea Di Consoli |
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giorgio fanfani
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Edizione speciale a tiratura limitata in occasione del centesimo anniversario della nascita di Amintore Fanfani.
In copertina una vignetta di Giorgio Forattini. |
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luca giachi
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:: in libreria!!! :: L’amore come sentimento ineffabile e profondo. Perfino le tracce più piccole ed elementari di questa semplice affermazione sembrano perdersi. C’è bisogno di un evento straordinario e del tutto imprevedibile in una Roma deserta e quasi pietrificata dal sole di agosto per mettere in moto la ricerca degli indizi, apparentemente assurdi e privi di senso, di una storia lontana e sospesa nel tempo. vincitore del Premio Mondello Opera Prima 2008 |
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rex pickett
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:: in libreria!!! :: È la storia di un viaggio, il classico on the road della letteratura americana, che si sviluppa percorrendo “strade laterali”, ricche di sorprese e di magiche degustazioni di vino. Seguendo le tappe di un percorso enologico, “l’ultima baldoria” di due amici si rivela un’occasione di incontri che rischiano di scolvolgere i piani di matrimonio dell’uno e i progetti di una vita di solitudine e scrittura dell'altro. |
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claudio modesti
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Le sue virtù afrodisiache erano apprezzate nella Roma Imperiale, motivo di divieto a monache e frati nel Medioevo, strumenti di seduzione nelle cucine e nei salotti rinascimentali. Numerosi gli aneddoti in merito che gli si attribuiscono in compagnia di personaggi illustri come Pitagora, Napoleone Bonaparte, Madame de Pompadour, Gabriele D’Annunzio.
È il tartufo, il “diamante della cucina” come lo definisce Brillat Savarin, florilegio di profumi e ingrediente prezioso per i nostri piatti. |
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antonio veneziani
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!!! in libreria !!! 49 racconti brevi, 1 per ogni giorno della settimana per 7 settimane.
49 delitti non cruenti, raccontati con il ritmo e l’ironia della migliore tradizione ebraica, con l’eleganza e l’equilibrio di una prosa poetica e struggente.
49 pagine di diario efferato che sublimano nel delitto, l’amore mancato, negato e perduto per sempre.
::art direction, copertina e logo design: maurizio ceccato|IFIX project:: |
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louis böde
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!!! in libreria !!! Mille volte sospirai, mille volte mi disperai. Mille volte pregai il cielo, mentre in alto il sole compiva il suo cerchio. Infine, sarei riuscito a liberarmi dall’atroce tormento, dalla trappola del mostro che mi imprigionava? Mille volte sentii il tocco gelido dell’abbandono, eppure non ero solo. |
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alcìde pierantozzi
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Io, l’Italia, due gemelli con il corpo a forma di ipsilon, la Chiesa, l’aborto, i Pacs, l’omicidio, il terrore di uno sfruttamento fisico e intellettuale, il terrore di una spaccatura. Un romanzo che è un presagio, una fulminante premonizione. Una storia che descrive il crollo delle dicotomie contemporanee e ricorda il Pasolini degli ultimi film. Un terremoto che muove tutte le coscienze. Prima d’ora nessuno aveva mai osato tanto. |
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lin bai
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Una pellicola onirica, un flusso inarrestabile di visioni, una scrittura del corpo. Un racconto del desiderio femminile. |
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tie ning
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''La gente di qui, quando parla del fiore di cotone, dice semplicemente: il fiore. Il fiore che si pianta. Il fiore che si coglie. Il fiore che si raccoglie. Il fiore che si stacca, con le unghie, dalla pianta.'' |
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massimo puliani - alessandro forlani
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Una originale ricognizione critica dell'opera multimediale di Samuel Beckett, nata dall'avvertimento di un piano di rottura: l'insofferenza dei confini della pagina e del palcoscenico. |
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Eventi (10)
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massimo puliani - alessandro forlani
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Un attraversamento dello spazio scenico di uno dei massimi protagonisti del Teatro del Novecento, l'Architetto/Scenografo Josef Svoboda, prestigioso maestro di meraviglie scenografiche. |
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Eventi (1)
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daniele bortoletti
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Quattro soldati,
quattro ragazzi come scimmie
tentano una fuga cruda e spregiudicata
dall’istituzione totale di una città-caserma
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